Il nuovo format All Star Game NBA 2026
L’edizione 2026 dell’All Star Game ha segnato una svolta rispetto al recente passato grazie a un format completamente rinnovato. Per la settantacinquesima edizione il commissioner Adam Silver ha scelto l’Intuit Dome, la nuova futuristica arena dei Los Angeles Clippers. La competizione è stata suddivisa in tre squadre: il Team World, composto esclusivamente da giocatori non statunitensi; il Team Stars, formato dalle giovani stelle emergenti della lega e il Team Stripes, composto da giocatori più esperti.

Intensità ritrovata e numeri record
Se la gara delle schiacciate ha ormai smarrito gran parte del proprio fascino, negli ultimi anni anche l’All Star Game sembrava incamminato nella stessa direzione.
Senza arrivare ai livelli di una Gara 7 delle Finals — e senza che fosse necessario — le superstar hanno giocato con ritmo e grinta, offrendo uno spettacolo godibile per gli spettatori.
Gli appassionati hanno premiato questo nuovo approccio: l’All Star Game 2026 è stato il più visto degli ultimi quindici anni, registrando un incremento dell’87% rispetto alla stagione precedente. Un chiaro segnale che il cambiamento ha colpito nel segno.

Victor Wembanyama, il salvatore della serata
A dettare i ritmi è stato Victor Wembanyama, che nei giorni precedenti aveva dichiarato che avrebbe voluto cambiare le cose. Promessa subito mantenuta, con la stella degli Spurs che vince la palla a due e schiaccia in testa a Cade Cunningham. Il francese ha chiuso la prima partita con 14 punti, 6 rimbalzi e 3 stoppate, aggiungendo poi 19 punti nella seconda. Il suo approccio competitivo ha influito anche sugli avversari, come confermato da Anthony Edwards, che ha dichiarato di essersi sentito motivato dal comportamento del francese.

Anthony Edwards Mvp della serata
Anthony Edwards ha guidato la propria squadra alla vittoria del torneo, conquistando anche il premio di MVP. A essere premiata è stata soprattutto la sua continuità nell’arco delle tre partite disputate: 13 punti nella gara d’esordio contro il Team World, 11 contro il Team Stripes e 8 nella finale, ancora contro il Team Stripes. Numeri che, oltre alla produzione offensiva, testimoniano la sua capacità di incidere nei momenti chiave.
La guardia dei Minnesota Timberwolves si è detta entusiasta della serata e del nuovo spirito competitivo mostrato dall’evento. Resta tuttavia il rammarico per l’assenza di un coinvolgimento totale da parte di alcune stelle della lega, come Nikola Jokić e Luka Dončić, che negli anni hanno manifestato un interesse limitato verso l’All Star Game.

Leonard incanta, ma si spegne sul più bello
A rubare la scena ad Ant è stato però Kawhi Leonard. Sul parquet di casa, infatti, The Klaw domina contro il Team World con 31 punti, 11/13 al tiro, di cui 6/7 dall’arco, compresa la tripla della vittoria. Una prestazione che dimostra come, se in salute, resti uno dei migliori giocatori della lega su entrambi i lati del campo.
Nella finale, però, Leonard non è riuscito a confermarsi. Ha chiuso senza segnare dal campo, con uno 0/4 al tiro, mentre la sua squadra è uscita sconfitta, vedendosi così sfumare anche il premio di MVP.

Nel complesso, l’All Star Game 2026 ha restituito credibilità e centralità a un appuntamento che negli ultimi anni sembrava aver perso smalto. L’appuntamento è ora fissato per il 2027 a Phoenix, al Mortgage Matchup Center, casa dei Suns.



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