Il maestro norvegese dell’estetica del tormento
MUNCH. La rivoluzione espressionista, la mostra a Venezia
MUVE, la Fondazione Musei Civici di Venezia, presenta la mostra “Munch. La rivoluzione espressionista” al Centro Culturale Candiani di Mestre.
La mostra è curata da Elisabetta Barisoni, l’esposizione esplora l’eredità di Edvard Munch per mezzo di opere grafiche delle collezioni di Ca’ Pesaro, analizzando il suo ruolo principale nel passaggio al Novecento.
Grazie alla stretta collaborazione con il Munch Museet di Oslo, la qualità scientifica del percorso espositivo è di assoluta eccellenza.
Per più informazioni e approfondimenti, è consigliato consultare muvemestre.visitmuve.it

Dettagli principali della mostra:
Luogo: Centro Culturale Candiani di Mestre, a Venezia. Le sale espositive si trovano al terzo piano.
In Piazzale Luigi Candiani, 7 – 30174 Venezia Mestre.
Date e orari: La mostra è aperta dal 30 ottobre 2025 al 1 marzo 2026.
E’ accessibile dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 19:00.
Costo: L’ingresso è gratuito ma è necessario fare la registrazione online sul sito ufficiale dei Musei Civici. (Il modulo per la registrazione online è disponibile sul sito ufficiale della mostra)
La mostra illustra un percorso che collega Munch ai movimenti espressionisti; per analizzare la sua influenza sull’Espressionismo europeo e le correnti artistiche successive, integrano opere come L’urna, Angoscia, La fanciulla e la morte, Ceneri, opere prese dalle collezioni grafiche di Ca’ Pesaro.

Attività e servizi:
Le attività si prenotano sul portale ufficiale MUVE Education, o via email a education@fmcvenezia.it
Invece per le richiesta “last minute”, entro 7 giorni” è consigliato telefonare il numero 041 2700370.
Visite guidate: MUVE Education organizza laboratori e percorsi per scuole, famiglie e adulti.
La visita guidata può pure includere un workshop (a pagamento, per un gruppo di massimo 10 persone, di 150€) “Sguardi Espressionisti“, un laboratorio pratico (durata 2h) in cui i partecipanti sperimentano tecniche grafiche o espressive ispirate a Munch.

Chi è Munch? Qual è il suo pensiero?
Edvard Munch è stato un pittore norvegese, nato nel 1933.
Per Munch, l’arte non doveva descrivere ciò che vede l’occhio, ma ciò che prova l’anima: “Non dipingo ciò che vedo, ma ciò che ho visto”, è inteso come il ricordo emotivo di un’esperienza.
Munch era un vero e proprio “scavatore” dell’anima umana.
Il suo pensiero non si basava sulla ricerca della bellezza estetica tradizionale, ma sulla necessità di esprimere stati d’animo interiori.
Trasforma così il dolore personale in un linguaggio universale: l’arte, l’espressionismo.
Lui stesso si considerava un “outsider“, un uomo condannato a osservare l’abisso della condizione umana.
Infatti le sue opere sono specchi, in cui lui cercava di esorcizzare i propri demoni: l’alcolismo, la depressione e l’allucinazione. Attraverso l’uso di linee avvolgenti e colori violenti, ha trasformato la sua solitudine in un grido che ancora oggi risuona in chiunque osservi i suoi quadri.
L’urlo: Senza voce, Solo angoscia
L’urlo di Edvard Munch, realizzato tra il 1893 e il 1910, è una delle immagini più iconiche, potenti e “stressate” della storia dell’arte moderna. Non è solo un quadro, ma è il manifesto visivo dell’angoscia esistenziale.

Analisi dell’opera:
Il protagonista: La figura centrale è una creatura quasi asessuata, simile a una mummia o a uno spettro. La sua forma ondulata riprende le onde del paesaggio, suggerendo che il suo dolore sia in simbiosi con l’ambiente.
I colori: Il contrasto tra rosso “fiammeggiante” del cielo e il blu scuro della baia crea una sensazione di instabilità e vertigine.
Le linee: Il sentiero è tracciato con linee rette e rigide, rappresenta la fredda realtà razionale, mentre il resto del mondo è composto da linee curve e caotiche, tipiche dell’Espressionismo.
L’opera si basa su un’esperienza reale descritta da Munch nel suo diario.
Munch scrisse: “Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò… sentii come un soffio di malinconia. Di colpo il cielo si fece rosso sangue.. Mi fermai, appoggiandomi a una staccionata… sentii un urlo infinito che attraversava la natura.“



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