Materia e Spirito: L’oro di Kiefer a Palazzo Reale
Die Alchemistinnen: L’universo di Anselm Kiefer tra le mura del Palazzo Reale
“Le Alchimiste” la nuova imponente mostra di Anselm Kiefer, tra i più grandi nomi dell’arte contemporanea, è allestita a Palazzo Reale (Milano) dal 7 febbraio al 27 settembre 2026.
E’ uno degli eventi artistici più grandiosi e attesi dell’anno.
L’esposizione non è solo una rassegna di opere, ma un’installazione monumentale site-specific curata da Gabriella Belli, pensata appositamente per dialogare con la drammatica memoria della Sala delle Cariatidi.
Il progetto è una riflessione tra storia, pittura e memoria femminile.

Informazioni importanti:
Luogo: Palazzo Reale a Milano.
In P.za del Duomo, 12 – 20122 Milano MI
ATTENZIONE: L’accesso alla mostra avviene esclusivamente dallo Scalone dell’Arengario in Piazza Duomo.
Date e Orari: La mostra è aperta dal 7 febbraio al 27 settembre 2026.
- Lunedì: chiuso
- Da martedì a domenica (escluso il Giovedì): 10:00 – 19:30
- Giovedì: 10:00 – 22:30
Ultimo ingresso un’ora prima (30 minuti prima per le mostre gratuite)
Biglietti e costi: I biglietti di ingresso alla mostra sono acquistabili esclusivamente online, sia per singoli visitatori sia per gruppi.
- Biglietto open: 17€
- Biglietto data fissa: 15€
- Ridotto: 10€ – 13€
- Scuole: 6€
- Famiglie: 1 o 2 adulti 10€ / da 6 a 14 anni 6€
Audioguida inclusa (dove prevista), prevendita esclusa.
Per più informazioni consulta il sito ufficiale: palazzorealemilano.it

Il tema: Le Alchimiste
Kiefer rende omaggio a un “pantheon al femminile“ di figure storiche e leggendarie, spesso rimosse dalla storia ufficiale della scienza.
Artista e “mago” della materia, Kiefer evoca donne come Isabella Cortese, Maria la Giudea, Marie Meudrac e Mary Anne Atwood.
Queste donne non sono viste solo come “streghe” o protoscienziate, ma come custodi di un sapere intuitivo e resiliente.
Il titolo riflette l’idea di trasmutazione: come l’alchimista trasforma il piombo in oro, Kiefer trasforma materiali poveri e pesanti in opere di pura spiritualità.

L’allestimento nella Sala delle Cariatidi
Le Alchimiste presenta un ciclo di quarantadue grandi teleri, concepiti appositamente per dialogare con la drammatica bellezza della Sala delle Cariatidi: un ambiente maestro ancora segnato dalle ferite dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, capace ancora oggi di evocare un passato di splendore e rovina.
La scelta della Sala delle Cariatidi perciò è simbolica; risuona perfettamente con l’estetica della rovina e della rinascita di Kiefer.

Significato e percorso
La mostra segue il motto alchilico “obscurum per obscurius, ignotum per ignotius“ (“lo spiegare l’oscuro attraverso ciò che è ancora più oscuro“).
E’ un corso iniziatico in cui il visitatore è invitato a scendere nell’oscurità del passato e dell’ignoto per poi risalire verso la luce della conoscenza e della trasformazione interiore.
La mostra è anche un programma culturale siccome l’evento rientra nelle iniziative culturali per i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026.
Chi è Anselm Kiefer? Qual è la sua visione?
Anselm Kiefer è uno dei più influenti artisti contemporanei tedeschi, nato nel 1945.
E’ noto per le sue opere monumentali e materiche che esplorano la memoria storica, il mito e la filosofia e la mistica ebraica. Dopo studi di giurisprudenza, si è dedicato all’arte, affrontando il passato nazista tedesco e la condizione umana attraverso pittura, scultura e installazioni.
La ricerca artistica di Kiefer si concentra sulla storia tedesca, la letteratura (Paul Celan), la mitologia norrena e la teologia cabalistica.

Il Neo-espressionismo e il peso della storia
Kiefer ha recuperato l’uso della pittura figurativa e del gesto emotivo, il Neo-espressionismo. Le sue opere sono cariche di una tensione drammatica che esplora l’identità tedesca e il trauma post-bellico.
Il nucleo centrale dell’opera di Kiefer è il confronto viscerale con l’identità tedesca del dopoguerra. In un periodo in cui la Germania cercava di “dimenticare” il passato nazista, Kiefer ha costretto il pubblico a guardarlo dritto negli occhi.
Materiali: Più che semplice colore
Kiefer era un pittore e scultore, egli non “dipinge” soltanto ma costruisce. Le sue tele sono pesanti e cariche di simbolismo materico.
Utilizzava materiali grezzi come: paglia, cenere, argilla, piombo e carbone, creando superfici stratificate che riflettono ciclo di vita e di morte.
- Il piombo: rappresenta la pesantezza fisica e spirituale, ma richiama anche l’alchimia.
- La paglia e cenere: simboleggia la fragilità della vita e il ciclo della natura, ma richiama anche i capelli delle vittime dell’Olocausto.
- Fango, terra e piante secche: questi elementi rendono le opere simili a sedimentazioni geologiche, suggerendo che la storia è stratificata e sepolta sotto i nostri piedi.

L’Arte come Dovere Etico e Scavo Storico
Per Kiefer, l’artista ha la responsabilità di non dimenticare. Cresciuto nella Germania del dopoguerra, un paese che cercava di rimuovere l’orrore nazista sotto il tappeto del “miracolo economico”, lui ha deciso di fare l’opposto: Affrontare il rimosso, la sua visione implica che per guarire una cultura bisogna attraversarne le rovine.
Al centro della visione di Kiefer c’è il concetto i trasformazione, che è fortemente influenzato dall’alchimia e dalla Kabbalah ebraica.
Un altro pilastro del suo pensiero è la connessione tra il destino individuale e l’ordine cosmico.
Kiefer cita spesso il medico occultista Robert Fludd: “Ogni pianta ha la sua stella nel cielo.” Nelle sue tele monumentali, questa visione si traduce nel contrasto tra oggetti umili (vestiti di gesso) e mappe celesti costellate di numeri e coordinate.
In definitiva, la visione di Kiefer è un rito di passaggio. Le sue mostre non sono semplici esposizioni, ma percorsi iniziatici.




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